Perché i concorrenti sono sopra di te su Google Maps

di Leon ed Elena 4 min di lettura

Cerchi la tua categoria su Google Maps, per esempio “parrucchiere” o “pizzeria”, e prima di te compaiono tre concorrenti. È frustrante, soprattutto se sai di lavorare meglio di loro. Qui spieghiamo come decide Google, cosa puoi migliorare davvero, cosa invece non dipende da te e perché nessuno può prometterti onestamente il primo posto.

Ogni ricerca ha la sua classifica

Su Maps non esiste una classifica unica. L’ordine cambia in base a cosa scrive la persona e a dove si trova in quel momento. Una cliente che cerca “estetista” a due vie da te vede un ordine, una che cerca la stessa cosa dall’altra parte della città ne vede un altro.

Per questo cercarti dal telefono stando dentro il negozio dice poco. Prima di preoccuparti, chiedi a due o tre persone che abitano in zone diverse di fare la stessa ricerca e di mandarti uno screenshot.

I tre fattori di Google

Google spiega nella sua pagina di aiuto sul posizionamento locale che i risultati dipendono soprattutto da tre cose: pertinenza, distanza ed evidenza. La stessa pagina dice in modo esplicito che non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale. Gli annunci a pagamento che a volte vedi in cima, segnalati come sponsorizzati, sono un prodotto separato.

FattoreCosa vuol direQuanto puoi farci
PertinenzaQuanto la tua scheda corrisponde a quello che la persona cercaMolto: dipende da come compili la scheda
DistanzaQuanto sei lontano da chi cercaQuasi niente: il tuo indirizzo è quello
EvidenzaQuanto è conosciuta la tua attivitàAbbastanza, ma ci vuole tempo

Pertinenza: fatti capire da Google

Google può mostrarti solo per le ricerche che capisce collegate a te. Una scheda mezza vuota gli dà poco da collegare. I punti da controllare:

  • La categoria principale. Deve dire cosa è la tua attività. Se fai unghie e ciglia ma il lavoro principale sono le unghie, la principale è quella. Le categorie secondarie aggiungile poche e solo se vere.
  • Servizi e prodotti, scritti con le parole che usano i clienti.
  • La descrizione, chiara e senza link.
  • Le caratteristiche dell’attività, come il parcheggio o il Wi-Fi, quando la scheda le propone.
  • Orari sempre aggiornati, festivi compresi.

Una cosa da non fare: aggiungere parole al nome, tipo “Pizzeria Da Mario Milano consegna a domicilio”. Il nome deve essere quello dell’insegna. Riempirlo di parole chiave va contro le linee guida di Google e può portare alla sospensione della scheda.

Distanza: quella non si sposta

Se un concorrente è più vicino a chi cerca, per quella persona ha un vantaggio che non puoi colmare. La tentazione di aprire un indirizzo finto in un’altra zona, un ufficio virtuale o la casa di un parente, è una cattiva idea: per Google gli uffici virtuali non possono avere una scheda, e il rischio è perdere anche quella vera.

Se lavori presso i clienti, indicare la zona servita è corretto. Non aspettarti però di comparire in testa in ogni comune della lista: chi ha la sede lì resta più vicino.

Evidenza: quanto ti conoscono

Qui conta quello che succede fuori dalla scheda. Google cita due esempi: quanti siti web rimandano alla tua attività e quante recensioni e valutazioni hai. In pratica:

  • Recensioni vere, che arrivano con regolarità nel tempo. Come chiederle senza imbarazzo e senza infrangere le regole lo spieghiamo nella guida su come chiedere recensioni su Google.
  • Risposte a tutte le recensioni, comprese quelle negative.
  • Un sito tuo collegato alla scheda, con nome, indirizzo e telefono uguali a quelli su Google.
  • Altri siti che parlano di te e ti linkano: l’associazione di categoria, i fornitori, il giornale locale, il sito del quartiere.
  • Foto vere e recenti del locale e del lavoro.

Sono cose lente, che si costruiscono in mesi.

Guarda cosa fanno i primi tre

Apri le schede dei concorrenti che compaiono prima di te e confrontale con la tua, senza fare sconti a nessuno:

  • quale categoria principale hanno scelto (la vedi sotto il nome)
  • quante recensioni hanno e quanto sono recenti
  • se rispondono alle recensioni
  • quante foto hanno e se sembrano vere
  • se hanno un sito collegato e com’è fatto
  • se sono più vicini di te alla zona dove abitano i tuoi clienti

Spesso la differenza salta fuori da sola: loro hanno duecento recensioni e tu trenta, oppure hanno scelto una categoria più precisa della tua.

Se un concorrente ha il nome pieno di parole che non sono sulla sua insegna, da Google Maps puoi suggerire una modifica. Fallo solo se è davvero così, e senza farne una guerra.

Diffida di chi ti promette il primo posto

Nessuno controlla l’ordine dei risultati, e Google scrive che il posizionamento locale non si compra. Chi ti garantisce la prima posizione su Maps o non sa come funziona, o usa trucchi vietati come recensioni finte, nomi gonfiati e indirizzi inventati. Quei trucchi possono costarti la sospensione della scheda. Anche noi non promettiamo posizioni: possiamo sistemare tutto quello che dipende da te.

Da dove partire

  • Chiedi a qualche cliente in zone diverse di cercare la tua categoria e mandarti cosa vede
  • Controlla che la categoria principale descriva la tua attività principale
  • Completa servizi, descrizione, caratteristiche e orari
  • Togli dal nome tutto quello che non è sull’insegna
  • Inizia a chiedere recensioni a ogni cliente contento, una alla volta
  • Collega alla scheda un sito con gli stessi dati
  • Confronta la tua scheda con quelle dei primi tre, punto per punto

Se vuoi un parere sulla tua scheda, scrivici e ti diciamo cosa sistemeremmo. Creare o rimettere a posto la scheda Google è incluso nei pacchetti Sito Attività e Sito Premium, e ti rispondiamo su WhatsApp entro 24 ore lavorative.

Chi scrive

Siamo Leon ed Elena, i fondatori di Made for Web Studios. Con base a Milano, creiamo siti web per professionisti, negozi, associazioni e aziende in tutta Italia e nel mondo. Scriviamo queste guide per aiutarti a scegliere bene, anche se poi non lavori con noi.

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