Finte telefonate da Google: come riconoscere la truffa
Ti chiamano “da Google” per venderti il primo posto o minacciano di cancellare la tua scheda? Ecco cosa dice davvero Google e…

Quasi ogni sito di una piccola attività raccoglie qualche dato: un modulo di contatto, una mappa incorporata, le statistiche delle visite. Per questo servono un’informativa privacy e, in molti casi, un banner dei cookie fatto come chiede il Garante. Qui trovi cosa prevedono le regole, spiegato in parole semplici. Una premessa: noi costruiamo siti e non siamo avvocati, quindi questa guida non è una consulenza legale.
Le fonti principali sono due. La prima è il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che stabilisce cosa devi dire a chi ti lascia i suoi dati. La seconda sono le Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del Garante per la protezione dei dati personali, del 10 giugno 2021, pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 9 luglio 2021. I siti avevano sei mesi di tempo per adeguarsi, quindi oggi valgono per tutti.
È la pagina che spiega chi raccoglie i dati, perché e cosa ne fa. Il GDPR (articolo 13) elenca le informazioni da dare quando raccogli dati direttamente dalla persona, per esempio con un modulo di contatto:
Il GDPR chiede anche che queste informazioni siano date in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro. Un testo copiato da un altro sito non va bene, perché deve descrivere quello che fai tu: quali dati raccogli, con quali strumenti, a chi li affidi.
Il link all’informativa va messo in fondo a ogni pagina e accanto a ogni modulo.
I cookie sono piccoli file di testo che il sito salva sul dispositivo di chi lo visita, per riconoscerlo alle visite successive. Il Garante li divide in grandi famiglie:
Attenzione ai cookie di terze parti, cioè installati da altri servizi attraverso il tuo sito. Un pixel pubblicitario dei social, i pulsanti di condivisione, ma anche video e mappe incorporati possono installarne.
Se il sito usa solo cookie tecnici, il banner non serve: basta spiegarlo nell’informativa. Lo dice il Garante nelle sue risposte alle domande frequenti.
I cookie analitici si possono trattare come tecnici solo se, tra le altre condizioni, l’indirizzo IP del visitatore viene in parte mascherato (almeno l’ultimo dei quattro numeri che lo compongono), i dati servono solo a statistiche aggregate su quel sito, e il fornitore esterno non li combina con altri dati né li passa ad altri.
Se invece usi cookie di profilazione o di terze parti che non rientrano in questi casi, serve il consenso preventivo. Quindi serve il banner, e prima che la persona scelga non deve partire nulla.
Secondo le linee guida del Garante, il banner:
Scorrere la pagina, da solo, non vale come consenso. Il cosiddetto cookie wall, cioè bloccare il sito a chi non accetta, è considerato illecito, salvo casi particolari da valutare uno per uno. E il banner non va riproposto a ogni visita: va mostrato di nuovo solo se cambiano in modo importante le condizioni, se il sito non può sapere se la persona ha già scelto, oppure dopo almeno sei mesi.
Un consiglio nostro, oltre la norma: accanto ad “Accetta” metti anche un pulsante “Rifiuta”, con la stessa evidenza. La X già vale come rifiuto, ma un pulsante esplicito è più chiaro per tutti.
Il consenso deve nascere da un’azione chiara della persona e deve essere documentabile: se un giorno qualcuno chiede, devi poter dimostrare cosa ha scelto e quando. Le scelte vanno memorizzate, per esempio con un cookie tecnico, e i servizi seri per la gestione dei cookie tengono un registro dei consensi.
La persona deve poter cambiare idea in qualsiasi momento. Per questo in fondo a ogni pagina serve un link sempre visibile, per esempio “Preferenze cookie”, che riapre le scelte.
Se sei un professionista che raccoglie dati dei clienti già dal primo contatto, può esserti utile anche la guida sul sito web per professionisti.
Nei siti che costruiamo le pagine di privacy e cookie sono fatte seguendo queste regole, e il sito carica solo quello che serve davvero, così il banner resta semplice o, in certi casi, non serve proprio. Se vuoi che diamo un’occhiata al tuo, o vedere una bozza gratuita di un sito nuovo prima di pagare qualsiasi cosa, scrivici: ti rispondiamo su WhatsApp entro 24 ore lavorative.
Ti chiamano “da Google” per venderti il primo posto o minacciano di cancellare la tua scheda? Ecco cosa dice davvero Google e…
La tua scheda Google è stata sospesa? I motivi più comuni, i documenti da preparare, come presentare ricorso e gli errori che…
Hai una recensione falsa o offensiva su Google? Ecco cosa Google rimuove davvero, come segnalarla, come fare ricorso e quanto tempo aspettarti.
Tell us your business name. We make the draft for free and you decide in your own time.
Leon and Elena reply, within 24 working hours.
Bring a friend: until 31 December, every friend who buys gets you back 10% of what you paid. How it works
We only use the cookies needed for the site to work. Statistics and marketing turn on only if you say yes. You can change your mind anytime. Cookie Policy